Arriva l’acqua sfusa all’Università: all’inaugurazione del primo distributore anche la vice-sindaco di Parigi Stampa E-mail
Giovedì 09 Giugno 2011 14:35


Torino, 9/6/2011 - Acqua in bottiglia all’Università? No, grazie: pubblica e sfusa è meglio! È questa l’idea rilanciata ieri dagli Studenti Indipendenti durante la conferenza stampa per l’inaugurazione di Acquamat, il primo distributore di acqua alla spina, installato a Torino nella Palazzina Einaudi di corso Regina. Una inaugurazione che, non a caso, cade alla vigilia del referendum per l’acqua pubblica del 12 e 13 giugno e che, di nuovo non a caso, ha come ospite Madame Le Strat, vice-sindaco di Parigi, luogo simbolo della ripubblicizzazione del servizio idrico.

Presenti alla conferenza, anche il “Comitato 2 sì per l’acqua bene comune” e il Centro Studi Ambientali di Torino, che ha lanciato il progetto T.V.B. Ti Voglio Bere per la valorizzazione dell’acqua della rete, a cui l’Università di Torino ha aderito attraverso l’installazione del distributore automatico Acquamat, realizzato dalla ditta Luxnova, che da domani erogherà acqua trattata liscia, gasata e lievemente gasata, a temperatura ambiente o refrigerata, per un bere più sostenibile.
“Le acque in bottiglia all’Università non sono più le benvenute”, ha dichiarato Lorenzo, responsabile del progetto proposto dagli Studenti Indipendenti . “Abbiamo deciso di offrire un’alternativa sostenibile al consumo di acque imbottigliate e agli enormi profitti che su di esse realizzano le multinazionali dell’acqua  incoraggiando l’utilizzo di quella del rubinetto. In questo modo dimostriamo anche il nostro impegno comune col “Comitato 2 sì per l’acqua bene comune” in vista della scadenza referendaria del 12 e 13 giugno”.

“Siamo molto contenti che l’Università abbia condiviso le finalità del progetto T.V.B. Ti Voglio Bere – ha continuato Lorenzo –  e crediamo che possa essere esportato in tutti gli ambiti universitari, luoghi di cultura per eccellenza dove è importante far entrare iniziative come questa, volte alla creazione di una cultura dell’acqua bene pubblico”.  “T.V.B. è un percorso che parte da un’idea di consumo critico e responsabile della risorsa idrica, sempre più scarsa e limitata - ha aggiunto Domenico Filippone del Centro Studi Ambientali -. Da qui l’importanza della sua valorizzazione, attraverso il risparmio idrico e la scelta di bere quella della rete: solo così dimostriamo di tenere davvero a questo bene comune”.

E allora l’invito è quello di andare a dimostrarlo anche alle urne, il 12 e il 13 giugno. E arriva da Mariangela Rosolen, del Comitato referendario e dalla vide-sindaco di Parigi, Anne Le Strat: “Continuate a lottare per l’acqua pubblica. A Parigi abbiamo difeso la riforma per ripubblicizzare l’acqua potabile e fornire una gestione più efficace, economica e democratica che coinvolga attivamente i cittadini attraverso diverse iniziative. Anche noi portiamo avanti campagne per promuovere l’acqua del rubinetto, contro quelle imbottigliate. Battaglia difficile, perché le lobby sono molto potenti, ma i risvolti sono tanti: sociali, politici, ambientali, economici e portano a una società più giusta e sostenibile”. L’importante è crederci, fino in fondo. "E allora, cari italiani, per il referendum bonne chance!"

Per info:
Nicola Malanga – portavoce Studenti Indipendenti – cell. 333 3478636
Alessandra Mazzotta – Centro Studi Ambientali – cell. 338 8022591
Mariangela Rosolen – Comitato 2 sì per l’acqua pubblica – cell. 347 9443758